Passa
l'accessibilità del web alla Camera
da punto-informatico.it , 1 dicembre 2003
Qualcuno
ha definito storica una votazione che vede unite maggioranza
ed opposizione. L'articolato è nato dal gran lavoro svolto
in rete e dall'interessamento del ministero all'Innovazione.
Tutti d'accordo, ora passa al Senato.
17/10/03
- Roma - "1. La Repubblica riconosce e tutela il diritto
di ogni persona ad accedere a tutte le fonti di informazione
ed ai relativi servizi, ivi compresi quelli che si articolano
attraverso gli strumenti informatici e telematici.
2. È tutelato e garantito, in particolare, il diritto
di accesso ai servizi informatici e telematici della pubblica
amministrazione ed ai servizi di pubblica utilità da
parte delle persone disabili, in ottemperanza al principio di
uguaglianza ai sensi dell'articolo 3 della Costituzione".
Così
recita l'articolo 1 della legge sull'accessibilità delle
risorse web che ieri la Camera ha approvato con l'appoggio
di maggioranza e opposizione. Una legge nata da un testo
che ha messo insieme le istanze contenute in numerose proposte
legislative.
Un articolato sul quale è stato costruito un ampio dibattito
e un iter parlamentare piuttosto veloce.
Visti gli ampi consensi in molti sperano che al Senato, dove
ora la legge verrà esaminata, i tempi di approvazione
definitiva potranno essere rapidi
"Un
grande segno di civiltà" così il ministro
all'Innovazione Lucio Stanca ha commentato a caldo l'approvazione
della legge alla Camera "Con questa legge - ha affermato
- vengono rimosse le barriere digitali".
L'abbattimento
delle barriere digitali, sebbene enunciato più per principi
che per soluzioni pratiche, riguarda sulla carta tre milioni
di disabili o, più correttamente, chi di loro ha
la possibilità di accedere a strumenti che consentano
di connettersi ad internet e navigare con tecnologie assistive
Tra
gli elementi centrali del dispositivo l'obbligo per la pubblica
amministrazione di garantire l'accessibilità dei propri
siti.
Escluso invece qualsiasi obbligo in questo senso per i privati
che, però, se avranno siti accessibili potranno richiedere
al Ministero di Stanca il rilascio di un bollino blu
da esporre sulle proprie pagine.
Nel
corso della votazione degli ultimi emendamenti e del voto finale
molte sono state le dichiarazioni dei parlamentari che si sono
adoperati per questa normativa, tutte improntate alla soddisfazione
per l'ottenimento di questo risultato.
Un risultato che si deve anche al grande lavoro dei tanti che
hanno dato vita al dibattito sull'accessibilità e in
particolare al manipolo di utenti e competenze riuniti nella
lista pdl3486,
il cui lavoro è stato peraltro riconosciuto da molti
deputati.
Tutto
bene dunque? Sì, sebbene qualche riserva non possa essere
taciuta.
Durante
il dibattito qualcuno, come il diessino Giorgio Panattoni, ha
fatto notare che per l'accessibilità del web non sono
previste risorse in Finanziaria.
Altri, come Paolo Pietrosanti, già autore di iniziative
a favore dei disabili nell'era digitale, hanno espresso
il timore che alle dichiarazioni di principio contenute nella
normativa possa non corrispondere un reale cambiamento per i
disabili.
Informazioni:
Ulisse oltre
le sirene Convegno per il superamento delle barriere anche
nel web
Diversabile
Comitato provinciale bergamasco per l'abolizione delle
barriere architettoniche

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