Google,
condannato per la pubblicità delle parole-chiave
da punto-informatico.it , 1 dicembre 2003
Un tribunale francese condanna il
motore di ricerca per aver consentito la pubblicazione di pubblicità
testuali a pagamento che sfruttano un trademark.
Una sentenza gravida di conseguenze.

20/10/03 - Un trademark
può bloccare i link testuali sponsorizzati.
Lo ha deciso, sollevando notevolissima attenzione, un
tribunale francese che ha condannato Google a pagare 75mila
euro per aver ospitato pubblicità testuali considerate
abusive.
Stando ad un giudice del Tribunale civile di Nanterre, infatti,
Google non avrebbe dovuto consentire ai propri inserzionisti
di usare trademark di terzi per promuoversi sulle sue pagine.
Entro 30 giorni, così hanno deciso i giudici, Google dovrà impedire
ai propri inserzionisti di far apparire pubblicità nei risultati
di ricerche che gli utenti effettuano utilizzando una parola
chiave corrispondente ad un trademark.
Cercare, per fare un esempio, Coca Cola su Google,
in quest'ottica non dovrebbe portare a link sponsorizzati che
non siano legittime inserzioni dei detentori del trademark,
cioè la Coca-Cola Company.
Va da sé che, per un'azienda che grazie al suo servizio di reclàme
AdWords conta decine di migliaia di inserzionisti e che gestisce
milioni di ricerche ogni giorno, quanto deciso a Nanterre può
produrre un pesante impatto.
Una sentenza che però è destinata a pesare non solo su Google
e i suoi inserzionisti ma più in generale sul crescente mercato
dei link testuali pubblicitari.
Nello specifico, il caso è nato attorno alla "Bourse des vols",
agenzia francese che aveva chiesto a Google di impedire che
propri concorrenti pubblicizzassero i propri siti quando qualcuno
avesse ricercato "Bourse des vols". Una richiesta che Google
ha respinto, conducendo così al procedimento legale.
Google si è difeso puntando il dito contro il trademark, sostenendo
che non era valido, e sottolineando che si tratta di questione
tecnologica che non poteva essere risolta.
Una posizione non condivisa dai giudici.
Google ora spera nell'appello
ma, mentre prepara il ricorso e per tutta la durata dell'appello,
dovrà comunque obbedire agli ordini del tribunale e rimuovere
i link testuali (collegamenti sponsorizzati) che violassero
il trademark in oggetto.
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