Monitoraggio
delle posizioni per nuove strategie
reinserimento del sito nei Motori di Ricerca
Il
problema è "la stabilità": il ranking
non è una operazione one-shot ma va "controllato".
I
motori di ricerca non rendono note le loro regole di indicizzazione
(gli algoritmi di funzionamento degli spider ), che variano
in continuazione e vanno indotte dall'osservazione delle soluzioni
di chi già è primo, dalla pratica e dal confronto.
Inoltre ogni giorno si registrano nuovi siti migliori del tuo(
almeno per il motore di ricerca).
In poche parole quindi, la ricerca di visibilità non
è per niente facile ed è un compito che porta
via decisamente molto tempo, per il quale bisogna essere costantemente
aggiornati.
Date queste premesse una delle attività da programmare,
è l'analisi periodica della posizione del sito, per verificare
che un altro sito non abbia guadagnato posizioni a discapito
del vostro.
Nel caso che ciò accada (ed in settori ad alta competitività
e ad elevata diffusione su Internet questo accade anche ogni
giorno), va rivista la registrazione delle pagine per verificare
se è possibile scalzare di nuovo gli altri concorrenti.
Un
sito che "nasce" già pensato per i motori di
ricerca, che metta cioè bene in risalto i contenuti a
costo di sacrificare magari orpelli grafici o tonnellate di
script, potrà sicuramente sopravvivere più facilmente
ai continui cambiamenti degli algoritmi in base ai quali gli
spider indicizzano e valutano le pagine di cui si compone.
Le "doorway pages", oramai, hanno una vita media che
va abbreviandosi rapidamente.
Anche il sito ottimizzato però, da solo, non basta più:
molti motori valutano ora anche la "popularity" (ovvero
i link di qualità che puntano al sito da posizionare)
e/o l'attenzione (ed il relativo numero di click: più
viene clickato, più aumenta la sua rilevanza per il motore)
che i navigatori pongono quando si trovano di fronte, tra le
risposte, il sito in questione.
La popolarità di un sito influisce sicuramente sul posizionamento,
sia sotto l'aspetto delle visite (site popularity ), sia sotto
quello dei links provenienti da altri domini ( link popularity
).
Ma i due aspetti sono distinti e non vanno confusi.

Motori
come Google, Go/Infoseek e Altavista danno molta importanza
al fattore della link popularity, e il motivo non è poi
così oscuro : un buon sito è sicuramente linkato
da molti altri.
Motori come Direct Hit, ma anche Hotbot - per fare degli esempi
-, premiano invece il numero di visite ricevute dal sito, vale
a dire la sua popolarità.
Quantificare l'influenza di site e link popularity sul posizionamento
non è cosa facile...
Di solito i motori/directories che basano il posizionamento
sulla popolarità fanno in modo che i siti di nuova registrazione
possano avere una chance.
Ad esempio, NBCI inserisce i nuovi siti in una apposita directory
e li elenca in ordine cronologico, in modo che ogni new entry
possa godere di un momento iniziale di ottima visibilità.
Il futuro del sito passa poi nelle mani dei visitatori, che
decidono se premiarlo o meno con le loro visite.
I siti più gettonati fanno il salto di qualità
e passano nella Top directory, gli altri restano nella Live
Directory scalando di posizione e finiscono lentamente nel dimenticatoio.
Un sistema simile, mutatis mutandis, vale anche per Direct Hit,
che è un vero motore di ricerca.
Questo
perché, nell'ottica di fornire risposte sempre più
attinenti a quelle che sono le aspettative del utilizzatore,
chi imposta gli algoritmi di valutazione ritiene che siano gli
stessi navigatori a decretare il successo (e quindi il relativo
valore in base a quella stringa di ricerca) di un sito piuttosto
di un altro.
È
poi fondamentale abbinare ad un'attenta registrazione sui motori
di ricerca, un esame statistico degli accessi al sito, affinché
si acquisiscano indicazioni utili sulle aree di maggior richiesta
e, se il programma di controllo accessi è opportunamente
predisposto, si analizzino da quali motori di ricerca arrivano
i visitatori.
Ciò consente di definire delle strategie che privilegino
alcuni search engine o che rivalutino alcune pagine che ricevono
pochi contatti, magari cercando di migliorare la posizione nei
motori di ricerca.
Per
stabilire se si è stati visitati da un particolare motore
di ricerca è necessario avere:
-
i log files (file sul traffico di ogni sito che vengono registrati
secondo tempi e modalità scelte dal gestore del software
del server-computer che risponde a richieste di informazione
dal client- su cui il sito risiede. I log file vengono registrati
di default sul server del sito cui si riferiscono. L'analisi
è un ottimo metodo per avere informazioni sui visitatori
come ad esempio: il sito da cui provengono, quali pagine hanno
visionato, quali query sono state usate per trovare il sito
sui motori di ricerca.
-
un software per l'analisi degli stessi. Sono disponibili diversi
software che permettono di analizzare i Log file eccone alcuni.
- seguire
una procedura quale la seguente: analizzare e trovare il nome
della macchina (host name) che accede al sito. Il campo dei
log che contiene l'informazione in termini di IP è
chiamato "user name". Il nome dello spider (software
di crowling) che accede al sito. Il campo dei log che contiene
l'informazione è chiamato "user agent"(o
browser name).
Ottenuta
la lista di chi e da dove vengono gli spider si può:
filtrare i dati del traffico escludendo le visite non significative
in termini di traffico utile sapere chi, che pagine, quando,
con che frequenza, come e soprattutto se si sono mossi gli spider
dei motori.
Questa procedura serve per vedere se si è stati visitati
da m di r e soprattutto se probabilmente si è stati indicizzati.
In termini di hit e pagine viste, la percentuale di incidenza
degli spider può apparire bassa, ma non per questo bisogna
sottovalutare l'impatto delle visite "robotiche".
Se
queste ultime non vengono separate dal traffico umano potrebbero
incidere pesantemente soprattuto quando si stilano profili medi
di permanenza nel sito: come detto sopra uno spider potrebbe
"trattenersi" nel sito per giorni, facendo una richiesta
ogni 15 minuti, generando così visite lunghissime e profondissime,
col rischio di falsare completamente la valenza dell'indice
medio di permanenza calcolato.
Inoltre
separare le visite degli spider da quelle umane consente di
ottenere dati interessanti su quali e quante pagine vengono
visitate dai robot di indexing e quindi sul posizionamento corretto
del sito nei motori di ricerca.

Vademecum
di indicizzazione nei Motori di Ricerca

|